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Maternità / Paternità

Tutela della maternità/paternità : cenni storici

1902, giugno: - Viene emanata la Legge n. 242 che prevede l'astensione dal lavoro per le lavoratrici nei trenta giorni successivi al parto. Nelle fabbriche con più di 50 operaie è obbligatorio consentire l'allattamento in camere speciali o uscendo a determinati orari. La legge non prevede ancora sussidi o indennità , ma si avvia già  in quegli anni una discussione, che si protrarrà  a lungo, sulla necessità  di un sussidio, sull'obbligatorietà  dell'assicurazione e sul concorso dello Stato.

1907, agosto: - Viene vietato l'impiego delle lavoratrici nei lavori di mondatura in risaia durante l'ultimo mese di gravidanza e il primo dopo il parto.

1910, luglio: - La Legge n. 250 istituisce la Cassa nazionale di maternità  (obbligatoria) amministrata dalla Cassa nazionale di previdenza.

1927: - La Cassa nazionale di maternità  crea i primi consultori materni.

1939: - Il governo fascista abolisce l'assicurazione di maternità  e la sostituisce con il premio di nuzialità  e il premio di natalità. Entrambi i premi sono concessi senza distinzione di sesso.
Questa normativa è un chiaro passo indietro, in quanto nei premi di nuzialità  non c'è alcuna tutela dei diritti e della salute della madre e del bambino.

1947, ottobre: - La Cgil presenta un suo progetto sulla tutela della maternità, che nel giugno 1948 viene assunto dalle sinistre come legge d'iniziativa parlamentare. Questo progetto viene poi unificato con un testo presentato dal ministro del Lavoro e si traduce, con numerosi emendamenti sostitutivi, nella Legge n. 860 del 26 agosto 1950 che detta nuove norme per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.
Già questa legge e le successive modifiche del dicembre 1950 e del 1951 prevedono il divieto di licenziamento e la conservazione del posto alle lavoratrici madri.

1971, 30 dicembre: - Viene emanata la Legge n. 1204 che si muove in sostanziale continuità con quanto previsto dalla Legge n. 860 del 1950, allargando la sfera dei diritti delle lavoratrici madri. Nello stesso mese viene anche approvato il Piano nazionale degli asili nido.
Questo decennio, che si apre con la conquista della Legge n. 898 del 1970 sul divorzio, è caratterizzato da un grande impegno del movimento delle donne, soprattutto di sinistra (Unione donne italiane, gruppi femministi). La loro forte e continua mobilitazione consente l'approvazione di leggi di grande valore civile e sociale, tra cui la riforma del diritto di famiglia nel 1975, ma porta anche un contributo decisivo alla vittoria dei NO nel referendum di abrogazione della legge sul divorzio nel 1974.

1977, 9 dicembre: - La Legge n. 903 sulla parità di trattamento tra uomini e donne, detta norme sulla maternità, estendendo i diritti anche alle lavoratrici che abbiano adottato un bambino o lo abbiano ottenuto in affidamento. Tali diritti vengono riconosciuti, in alternativa, anche al padre.

1978, 22 maggio: - Viene approvata la Legge n. 194 recante norme sulla tutela sociale della maternità  e sull'interruzione di gravidanza. Dopo imponenti manifestazioni e cortei, e un durissimo scontro in Parlamento, le donne conquistano il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza con l'assistenza di strutture pubbliche. Viene così sconfitta la piaga dell'aborto clandestino e affermato il valore di una maternità  consapevole.
Negli anni successivi vengono ancora ampliate e migliorate le tutele alla maternità, a significare l'evoluzione profonda che ha subìto il modello familiare.

2000, 8 marzo: - La Legge n. 53 conclude un secolo di importanti riconoscimenti per le donne.

2001, Dlgs 151 - Armonizza e coordina tutta la precedente legislazione riguardante i diritti dei genitori che lavorano.


Tutela della maternità/paternità : la legge

Il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e paternità, Dlgs 151 /2001, attualmente in vigore, armonizza e coordina tutta la precedente legislazione riguardante i diritti dei genitori che lavorano come subordinati, sia nel settore pubblico che i n quello privato, inoltre gli autonomi, i liberi professionisti e tutti i " nuovi lavori".
Il Testo Unico si occupa anche dei vari assegni a sostegno di padri e madri che non hanno reddito o un reddito saltuario e discontinuo.

La legge tutela la lavoratrice madre nelle diverse fasi della gravidanza e dei primi anni di vita del bambino.
Innanzitutto viene tutelata la salute della lavoratrice, vietando che la stessa venga adibita a lavori ritenuti pericolosi, dall’inizio della gravidanza e fino al settimo mese di età del figlio, nonché a lavori notturni (dalle 24 alle 6).
La legge prevede poi la possibilità per la madre lavoratrice (o per il padre, in casi specifici) di astenersi dall’attività lavorativa in determinati periodi della gravidanza e dei primi mesi di vita del figlio.

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