23/06/2011
Raggiunta una prima intesa sulla riforma dell'apprendistato tra Governo, regioni e parti sociali, si attende ora la stesura finale del Testo che sarà definito oggi nella conferenza stato-regioni. E' quanto emerso ieri (22 giugno) al termine del tavolo al Ministero del lavoro, voluto dal ministro Maurizio Sacconi per procedere con il provvedimento sull'apprendistato che, una volta formalizzata l'intesa approderà alle Camere.
La CGIL, presente all'incontro, ha per il momento “sospeso” il giudizio sulla bozza di testo unico per l'apprendistato, riservandosi di elaborare un commento compiuto solo dopo aver esaminato il testo che uscirà oggi dalla Conferenza Stato-Regioni e in base al lavoro che produrranno i tre tavoli decisi ieri, su: tirocini, stage, collaborazioni; partite iva mono-commissione, per contrastare i fenomeni di abuso, così da lasciare campo aperto a quello che dovrebbe diventare lo strumento privilegiato d'ingresso nel mondo del lavoro per i giovani e un altro sui fondi sociali europei, affinchè possano sostenere il nuovo Istituto.
Secondo il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, infatti, è stata data risposta ad alcune richieste, ma resterebbero ancora alcuni punti da chiarire. “Oggi ci hanno presentato l'incontro come la conclusione di un percorso che in realtà non c'è stato” ha commentato Fammoni, sottolineando che, quello della CGIL “è un giudizio molto negativo sul metodo, non ci sono pari opportunità tra le organizzazioni sindacali”.
Positivo invece per il dirigente sindacale, il fatto che ci sia stato un confronto anche con le Regioni e che dal lavoro siano emerse “numerose modifiche” alla bozza del governo: la durata dei contratti professionalizzanti passa da 6 a 3 anni; il numero di ore di formazione viene definito in 40 annue. Infine, ha proseguito Fammoni “si è deciso che gli interventi sull'apprendistato saranno decisi solo dal contratto nazionale e non come precedentemente era scritto, da ogni livello contrattuale”.
Un'ulteriore criti arriva, però, dal sindacato di corso d'Italia in merito alla possibilità di utilizzare l'apprendistato per lavoratori in mobilità o in somministrazione, oltre al tema della stabilizzazione dei lavoratori, che ha lamentato il dirigente sindacale “è emerso nel testo, ma in un modo che non ci soddisfa, chiediamo – ha detto - che sia definito in modo più incisivo durante l'iter parlamentare”. Infine, ha concluso Fammoni “stage, tirocini e partite iva devono essere depotenziate. Abbiamo chiesto che il Tavolo sulle collaborazioni si concluda entro l'approvazione della legge da parte delle Camere”.